QUANTARTE IN BLU
... lasciamo fuori il giallo, l'arancione e il rosso dell'estate e muoviamoci nel fresco blu che ci accompagna costante per tutte quattro le stanze espositive
Blu, non semplicemente come monocromia ma come risultato di mescolanza di colori, tesa a fare emergere il colore dominante che quì non si unisce alla sfondo, quasi ad annullare il soggetto (periodo blu di Picasso) ma funge nella maggior parte delle opere da agente tridimensionale assumendo il ruolo di creatore di spazio
Giotto lo usava spesso come colore dominante proprio per togliere l'idea della piattezza e far entrare l'osservatore in un'altra dimensione visiva
Infatti il blu e tutte le sue gradazione ci richiamano all'esperienza della profondità e della percezione di un mondo ulteriore
Quando osserviamo il cielo ci appare azzurro, poi indaco e poi blu notte, lo stesso ci accade quando il nostro sguardo si perde nel mare
Anche se questa è un'esperienza sensoriale e quindi transculturale la possiamo tranquillamente accuminare a quanto proviamo osservando il blu fissato su una tela, su una tavola, su un foglio di carta
L'unica differenza è là nel movimento e quì nella staticità che ci comunica comunque una serie di moti interni
Il blu assume nelle varie epoche significati culturali diversi, ce lo ricorda Michel Pastoureau nell'introduzione a "Bleu, histoire d'un couleur"; per gli antichi romani era un colore poco nobile perchè era il colore degli occhi dei barbari; nel Medioevo venne associato agli abiti dei mistici e dei santi (era anche il colore del mantello della Madonna); nell'800 era simbolo di moralità; oggi è il colore preferito dell'Occidente, adottato nella bandiera della Comunità Europea, che importa dagli Stati Uniti simboli del secolo passato, i blue jeans e il genere musicale per eccellenza, il blues.
Quindi perchè non fare un omaggio al blu che Scheling fa corrispondere simbolicamente... all'acqua calma e al temperamento quieto ...
Allora facciamo quattro passi tra volti che diventano spirituali; sguardi di Tuareg; corpi accarezzati da ombre sensuali; draghi, licantropi, creature inquiete che uscendo dal profondo hanno lasciato spazio al non colore della pace; mari che a volte fanno emergere sguardi inquieti; laghi e monti che osservano solitudini; voli di uccelli; paesaggi immersi in luci opalescenti che conciliano la calma, case, muri di fabbriche che si nascondono nelle ombre che celano le crepe del tempo; fiori e alberi che riflettono le sfumature del protagonista della mostra; protagonista che in un ultimo atto di predominio esce dalle tele, dalle carte, dalle tavole per diventare soggetto tangibile, quasi custode di quanto creato
Il blu in mostra, come detto all'inizio, è nella maggior parte il risultato della mescolanza di vari colori che lo aiutano ad assumere diverse tonalità, colori che a volte prendono il sopravvento ed escono puri quasi a voler attirare l'attenzione dell'osservatore... che sia l'invito a una nuova futura ricerca di colore?
Quantarte rende omaggio ad Aldo Paolini, pittore chiarista di grande fama recentemente scomparso, di origini novaresi estimatore della Valle Vigezzo e del Verbano, dove spesso trascorreva periodi di riflessione e lavoro
In mostra è presente una delle Sue opere più significative che dimostra quanto amasse e usasse anch'egli il blu in tutte le sue sfumature
Castelli Ferraris Maria Luisa
Mostra personale |
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